Le origini del Bigo(l)aro

L’esperienza del Bigo(l)aro nasce nel 1968 quando il fondatore, Giulio, apre una bettola presso la sua abitazione in zona Regazzoni Alta. Nella bettola si offrono vino e salumi fatti in casa. Con l’allargarsi del giro della clientela, Giulio decide di presentare un piatto originale poco in voga nella Bassa Padovana: i bigoli fatti con il torchio. I bigoli al torchio, fatti puramente con uova e farina di grano tenero, sono un piatto tipico dell’Alto Vicentino e nessun ristorante, all’epoca, li offriva ancora nella zona degli Euganei. Acquistato un torchio a mano, a Sarcedo presso Schio, il cosiddetto “bigolaro”, si mette a fare i bigoli a mano e li propone ai clienti. Il successo dell’iniziativa è strepitoso, tanto che Giulio decide di costruire un locale nuovo adatto alla vera e propria ristorazione. Fatte le domande per le licenze e fatto il progetto viene a sapere che l’attuale sede del Bigolaro, allora chiamata “Trattoria ai Ciareti” era in vendita. Tenendo conto dei tempi di realizzazione del locale progettato, dei costi e della logistica, trova la proposta di vendita compatibile con propri mezzi finanziari e procede immediatamente all’acquisto del locale. Da allora la trattoria cambia nome e diventa “Trattoria da Giulio Bigolaro” dall’unione del nome del fondatore con quello del torchio per fare i bigoli. Ora nei Colli numerosi ristoranti offrono i bigoli, ma il “Bigolaro” rimane Giulio.

La sede attuale.

Percorrendo Via Regazzoni Bassa venendo da est, 200 metri prima del Bigolaro, sulla sinistra, presso una vecchia abitazione rurale, ora casa Tramontan, si osserva un grande gelso capitozzato. La storia che conduce all’attuale ristorante inizia proprio sotto i grandi rami di quel gelso ultracentenario, durante gli Anni Venti del secolo scorso. È qui che viene aperto il primo pubblico esercizio di Regazzoni. Sotto al gelso si gioca a carte e a bocce dimenticando, per un attimo, la precarietà del quotidiano che, a Regazzoni, nel periodo che va dal Primo Dopoguerra alla Grande Crisi, è stata davvero drammatica. L’esperienza della prima gerenza si chiude nel 1933. La licenza di gestione, successivamente passa di mano in mano e la sede dell’osteria in diversi fabbricati rurali, poco distanti dal primo, sempre lungo la strada di Regazzoni. Nel 1956 viene costruito l’attuale fabbricato e l’osteria diventa, oltre che un luogo di incontro degli avventori locali, una trattoria adatta a soddisfare le richieste che vengono dai gitanti che durante il fine settimana frequentano i Colli, offrendo varie specialità, tra cui il “torresano”. È il periodo del Boom Economico e le nuove disponibilità di reddito favoriscono sui Colli l’apertura di numerosi nuovi locali. In breve tempo, da luogo remoto e isolato i “lontani” Monti o Monti Padovani, anche nel linguaggio comune della gente della piana, molto più tardi, comunque, rispetto alla toponomastica, diventano i Colli Euganei, luogo di letizia e di svago.

Gestito inizialmente come osteria e come ristorante contemporaneamente per diversi anni, varie volte ristrutturato e ammodernato, dopo l’acquisto da parte di Giulio, il locale subisce l’evoluzione di quasi tutte le osterie dei Colli e assume la funzione l’aspetto attuali. Lo spirito della vecchia osteria, però, non è cambiato; rimangono intatte la spontanea ospitalità e il rapporto informale con gli ospiti. Al presente il ristorante, dopo la scomparsa degli anziani gestori, è condotto dalla figlia di Giulio ed Edda, Osanna con il marito Ferruccio e dalla nuora Anna Maria.